Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione»: è questo il titolo del primo dei quaranta temi proposti alla riflessione per dimostrare la fondatezza e la serietà della lunga mariofania nella cittadina dell’Erzegovina, da oltre quattro decenni al centro di pellegrinaggi provenienti da ogni parte del mondo.
Come è noto, la Chiesa ha atteso molto tempo prima di dare il Nulla Osta, che non è ancora il riconoscimento della soprannaturalità dell’evento, ma l’apprezzamento dei frutti spirituali e dei numerosi messaggi di indubbio valore per il cammino di fede.
Ciò che ha reso difficile il giudizio dell’autorità ecclesiastica è stata la novità con cui questa volta la Madonna si è manifestata, proponendosi in un modo totalmente nuovo, come mai era accaduto prima.
La vera novità di questo evento stupefacente è la sintonia con i grandi problemi del momento storico attuale, la crisi spirituale dell’umanità, il dilagare della violenza e l’approssimarsi di un conflitto mondiale capace di distruggere il mondo.
In questa prospettiva la presenza della Madonna a Medjugorje appare sempre più come l’unica àncora di salvezza che l’umanità ha a disposizione per poter sperare nel futuro. Questo infatti è il senso delle parole che il grande Pontefice San Giovanni Paolo II ha rivolto alla veggente Mirjana:
«Medjugorje è la speranza del mondo» (Padre Livio).



